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Sardegna Solidale

La newsletter di In Sardegna Migranti



Richiesta Asilo

Ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo Status per rifugiati è concessa la protezione internazionale se sussistono determinate condizioni:

Il decreto Legislativo n. 251 definisce le qualifiche per due tipi di protezione internazionale: il "rifugiato": cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno... 

La"persona ammissibile alla protezione sussidiaria": cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese; 

Il decreto legislativo n.25 regola le procedure per accedere alla protezione internazionale, al primo ingresso in Italia si deve presentare alla polizia di frontiera o alla questura la richiesta di asilo, la Convenzione di Dublino stabilisce che un cittadino di un paese terzo, richiedente asilo, deve fare la domanda di protezione nel primo paese dell' Area Schengen, in cui ha transitato. La richiesta si fa alla polizia o alla questura dove si forniscono dichiarazioni, eventuale documentazione e si compila il modello c3. Nel modulo c3 il richiedente sceglie di essere ascoltato da una commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, nel caso decidesse di non fare il colloquio alla commissione la sua domanda viene valutata sulla base di quanto dichiarato in questura.  

Una volta compilato il modello in questura, dopo circa due mesi il richiedente viene chiamato presso la commissione territoriale, in Sardegna si trova nel Lazio a Roma. Davanti alla commissione,verrà sottoposto ad un intervista, con un interprete, dove potrà  raccontare la propria situazione prima di arrivare in Italia, il viaggio per arrivare e il periodo di permanenza in Italia. E' molto importante, al fine di ottenere la protezione, portare di fronte alla commissione ogni prova che possa dimostrare la veridicità dei fatti che si raccontano,una relazione in madre lingua e un'altra tradotta e firmata dal richiedente, ovviamente chi va via da uno stato perchè è perseguitato si porta poco e niente con se, ma alcuni documenti spediti successivamente dalle famiglie possono essere utili per provare i fatti che si raccontano, eventuali certificati di parentela e non ultimo perizie mediche e psichiatriche come prova delle torture subite. Per ottenere la protezione internazionale, garantita dalla Convenzione di Ginevra, è importante dimostrare il pericolo effettivo a cui si andrebbe incontro rientrando nel proprio paese, per dimostrare l'effettivo pericolo e lo scarso rispetto dei diritti umani è utile integrare la propria relazione con quelle che ogni anno ONG come Amnesty International, Human Rights Watch pubblicano. Importante integrare la documentazione con relazioni e dichiarazioni delle persone con cui si è venuti in contatto in Italia (psicologi, educatori, mediatori etc.). 

La risposta della commissione territoriale dovrebbe arrivare entro un mese ma in realtà allo srato attuale possono passare anche 70 giorni, una volta ottenuta la notifica se la richiesta è stata accettata si va in questura  e viene rilasciato il permesso di rifugiato o la protezione umanitaria.  

Durante questi mesi in cui si aspetta di avere lo status di rifugiato non si può lavorare, lo stato Italiano prevede due strumenti di accoglienza per i richiedenti asilo. Il primi sono I Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (C.A.R.A) , dove si può stare per il periodo dell'esame della domanda da parte della Commissione Territoriale.
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), è un programma promosso dal Ministero dell'Interno e dagli Enti Locali, che offre supporto alloggiativo e  l'avvio di percorso integrativo sul territorio nazionale. Non si accede autonomamente ma bisogna essere indirizzati dallo sportello accoglienza della prefettura o dall'ente locale, il programma dura 6 mesi e si può usufruirne solo una volta. Si firma con l'ente erogato un contratto di accoglienza in cui si dichiara di rispettare le regole del programma. Durante questo periodo si segue un corso di alfabetizzazione di Italiano, c'è un primo inserimento lavorativo e si viene seguiti nella pratica di richiesta asilo. Si riceve un piccolo pocket money (da 3 a 5 euro al giorno), dei buoni per l'abbigliamento e l' abbonamento settimanale ai mezzi pubblici. 

 


 


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